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Campagna RAEE

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Scarica i materiali della campagna!

Pieghevole

In Italia lo scorso anno sono stati raccolti dai sistemi collettivi circa 6,5 kg di RAEE e cioè di Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche a testa. La Valle d’Aosta è la Regione più virtuosa e ne ha raccolti circa 11 kg per ogni cittadino (dati 2021, CDC RAEE). Ne produciamo in media circa 13 kg a testa ed è importante raccoglierli nel modo giusto al fine di evitare danni all’ambiente e di recuperare i preziosi materiali all’interno di questi oggetti.
Soprattutto per quelli piccoli quindi non dimentichiamoli in armadi o cassetti ma avviamoli a riciclo, sotto vi spieghiamo come e se avete dubbi scaricate e consultate TABUI Green e troverete la soluzione e l’indirizzo del centro di raccolta più vicino a voi.
Per incrementare la raccolta, EnVal, in collaborazione con l’assessorato all’Ambiente della Regione Valle d’Aosta e con il contributo del Centro di Coordinamento RAEE nel seguito vi fornirà tutte le indicazioni utili.

Che cosa sono i RAEE?

I RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche o Rifiuti Elettronici), sono oggetti alimentati da un cavo elettrico o da batterie/pile e che non funzionano più o di cui vogliamo liberarci. Il simbolo che indica la raccolta differenziata dei RAEE è il logo con il cassonetto barrato

 

Sono RAEE, ad esempio, questi oggetti, quando diventano rifiuti:

 

  • frigoriferi, congelatori, apparecchi per il condizionamento (apparecchiature per freddo e clima, R1)
  • lavatrici, lavastoviglie, forni a microonde, piani cottura economici, ecc. (ossia i grandi bianchi, R2)
  • vecchi schermi a tubi catodici CRT, moderni schermi a LED, al plasma, e nuove tecnologie (schermi e monitor, R3)
  • aspirapolvere, macchine per cucire, ferri da stiro, friggitrici, frullatori, computer (unità centrale, mouse, tastiera), stampanti, fax, telefoni cellulari, videoregistratori, apparecchi radio, plafoniere (piccoli elettrodomestici e apparecchiature illuminanti, R4)
  • lampade che contengono gas (es. a incandescenza), tubi fluorescenti al neon, lampade a risparmio energetico, a vapori di mercurio, sodio, ioduri o sottovuoto (sorgenti luminose, R5)

Come posso differenziare i RAEE?

Differenziare i RAEE è facile, abbiamo ben tre possibilità:

 

  1. Portiamoli al Centro di raccolta o Ecocentro più vicino (se non sai dove è scarica l’APP TABUI e cercalo su TABUI Green);
  2. Se acquistiamo una nuova apparecchiatura elettrica o elettronica possiamo lasciare quella vecchia al rivenditore (Ritiro 1 contro 1)*
  3. Se il nostro RAEE è piccolo, diciamo con dimensione di poco più di una spanna (telefoni, piccoli elettrodomestici, padlet, lampadine, ecc.) anche se non acquistiamo nulla, possiamo lasciarlo al rivenditore se rientrante tra i soggetti tenuti al ritiro (Ritiro 1 contro zero)**
 

* Art.11,comma1,D.lgs.49/2014

**Art.11,comma3,D.lgs.49/2014, l’obbligo di ritiro gratuito è previsto per i distributori con superficie di vendita al dettaglio di AEE di almeno 400 m2

 

Attenzione che……le pile o batterie non sono RAEE!

Togliamo quindi PILE o BATTERIE dalle nostre apparecchiature elettriche ed elettroniche se è possibile e facile (pile a stilo, , come ad esempio quelle dei telecomandi, a bottone, come ad esempio quelle delle calcolatrici).

 

Le Pile hanno al loro interno sostanze altamente inquinanti e devono essere conferite nella raccolta apposita, ossia nei contenitori presso gli ecocentri o presso i rivenditori (tabaccai, negozi).

 

RICORDA: non smontare i RAEE, conferiscili così come sono, togli solo le pile o batterie se possibile.

Perchè dobbiamo differenziare i RAEE?

Perché dobbiamo differenziare i RAEE?

I RAEE sono la nostra miniera di materie prime, quindi se li avviamo al riciclo possiamo ottenere metalli e materiali preziosi per le nostre aziende in un’ottica di economia circolare.

Sai che dal nostro smartphone, quando non funzionerà più si potranno recuperare:

9 grammi di rame,
11 grammi di ferro,
250 milligrammi di argento,
24 milligrammi di oro,
9 milligrammi di palladio,
65 grammi di plastica,
1 grammo di terre rare*

(*dati del Politecnico di Milano per Remedia)